Negli ultimi anni bere birra artigianale è diventato sempre più di uso comune, anche in Italia. Molte persone impiegano il loro tempo godendosi una bella birra artigianale in compagnia.

Solitamente la si trova in alcuni pub o in ristoranti e pizzerie che sono soliti vendere birre artigianali locali.

A partire dal 2016 la legge definisce come “birra artigianale” quella prodotta da birrifici indipendenti che utilizzano impianti di produzione propri.

Perché bere birra artigianale?

Insomma, vi chiederete: “Qual è la differenza?”
Vi dobbiamo informare che di differenze ce ne sono e anche numerose.

In primo luogo il sapore della birra è nettamente diverso.

Birre di qualità

La birra artigianale presenta una qualità superiore e ciò influisce sul momento in cui una persona la beve.

Al momento della degustazione, è necessario rimarcare che non viene coinvolto unicamente il gusto, ma anche la vista (con il colore della birra) e l’olfatto (con l’odore).

Il consumatore inizia ad apprezzare la particolarità a dispetto della standardizzazione del gusto.

Gamma di sapori unici

Le birre artigianali si distinguono anche per l’innumerevole gamma di varietà tutte da scoprire in svariate situazioni.

Ideali per ogni occasione e facilmente abbinabili con varie pietanze per le loro infinite sfumature di sapori.

Una bevanda sana

In aggiunta a ciò, la birra artigianale, prodotta in maniera naturale, non presenta né additivi né conservanti e questo la rende una bevanda sana.

Inoltre, essendo la birra “cruda”, la bibita fornisce benefici fisici e la rende consigliabile sotto il punto di vista nutrizionale.

Un altro motivo per bere birra artigianale è la prova che tra il consumo della bevanda e il gonfiore di pancia non è presente nessuna correlazione.

Nonostante la credenza comune per la quale si pensa che bere birra faccia venire la famosa “pancia da birra“, il suo consumo non comporta gonfiore allo stomaco.

La composizione della birra artigianale è molto sana e presenta nutrienti che favoriscono la prevenzione del cancro, di malattie cardiovascolari e un minore rischio d’infarto.